Il giornalista (che deve essersi bevuto il cervello vista la sua ipotesi) ha dichiarato di aver sempre pensato che quell'ordigno (che ha distrutto le sue auto e il cancello di casa, senza fare feriti) non fosse un tentativo di eliminazione fisica, quanto piuttosto un messaggio trasversale:
L'ipotesi, qualora le accuse a Lavitola venissero confermate, è che l'attentato non fosse un attacco diretto a Ranucci per "punirlo", ma un avvertimento mandato a qualcun altro sfruttando la visibilità del giornalista.
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