La decisione di Student di far partecipare Skorzeny all’assalto sul Gran Sasso suscitò l’immediata protesta del Major Harald Mors, costretto a sacrificare sedici dei suoi paracadutisti sugli alianti per cedere il posto agli uomini delle SS.
Oltre al problema logistico, Mors sollevò una delicata questione di gerarchia: Skorzeny, in quanto SS-Hauptsturmführer, non poteva essere subordinato all’Oberleutnant Georg von Berlepsch, designato comandante tattico dell’assalto aereo.
Per aggirare l’ostacolo, Student stabilì che Skorzeny avrebbe partecipato all’operazione con la sola qualifica di «osservatore» e «consigliere politico».
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