In una sala climatizzata della biblioteca c'è un volume ormai impossibile da consultare se non sei un barone universitario o un alto prelato: il celebre palinsesto contenente le Istituzioni di Gaio.
In quel codice, sotto le righe di un trattato di San Girolamo trascritto nel Medioevo, sono riemersi i caratteri più sottili di un testo giuridico romano, risalente a centinaia di anni prima.
Nel 1816 lo studioso Niebuhr (una sorta di Angelo Mai teutonico) lo scoprì quasi per caso, usando reagenti chimici aggressivi pur di leggerlo e rischiando di distruggerlo."
Durante i bombardamenti del 1945 che rasero al suolo metà della biblioteca, il manoscritto non era lì, perché il monsignore dell'epoca lo aveva caricato a spalla dentro una sacca di tela insieme ai codici più preziosi, portandolo a piedi in una canonica di campagna per salvarlo dalla concreta possibilità dei bombardamenti (Verona infatti era uno snodo strategico perché è l'ultima città italiana prima di addentrarsi nella valle dell'Adige-Isarco, ossia il corridoio principale tra l'Italia e la Germania).
La biblioteca Capitolare non è solo un cimitero di libri antichi, ma una staffetta generazionale e un luogo dove le persone hanno rischiato (a volte hanno letteralmente rischiato la vita) per consegnarci un pezzo di memoria del mondo antico.
Si è vero
In una sala climatizzata della biblioteca c'è un volume ormai impossibile da consultare se non sei un barone universitario o un alto prelato: il celebre palinsesto contenente le Istituzioni di Gaio. In quel codice, sotto le righe di un trattato di San Girolamo trascritto nel Medioevo, sono riemersi i caratteri più sottili di un testo giuridico romano, risalente a centinaia di anni prima.
Nel 1816 lo studioso Niebuhr (una sorta di Angelo Mai teutonico) lo scoprì quasi per caso, usando reagenti chimici aggressivi pur di leggerlo e rischiando di distruggerlo."
Durante i bombardamenti del 1945 che rasero al suolo metà della biblioteca, il manoscritto non era lì, perché il monsignore dell'epoca lo aveva caricato a spalla dentro una sacca di tela insieme ai codici più preziosi, portandolo a piedi in una canonica di campagna per salvarlo dalla concreta possibilità dei bombardamenti (Verona infatti era uno snodo strategico perché è l'ultima città italiana prima di addentrarsi nella valle dell'Adige-Isarco, ossia il corridoio principale tra l'Italia e la Germania).
La biblioteca Capitolare non è solo un cimitero di libri antichi, ma una staffetta generazionale e un luogo dove le persone hanno rischiato (a volte hanno letteralmente rischiato la vita) per consegnarci un pezzo di memoria del mondo antico.