Riflessioni tossiche sul Fediverso.

Riflessioni tossiche sul Fediverso.

Quinta puntata.

Ci fu un momento in cui, qui nel Fediverso, gli argomenti principali di conversazione erano gli Alt Text e la buona abitudine di aggiungerli sempre alle immagini che si pubblicavano.

Parecchi anni prima ci fu un altro momento in cui ero solito inserire nell'HTML dei siti descrizioni che da alcuni browser venivano visualizzate sotto forma di piccole etichette gialle quando il puntatore passava sulle immagini. Le chiamavo "bandierine" ed ero stupito che non funzionassero con tutti i browser.

Quando qui si cominciò a insistere sulla necessità d'inserire sempre gli Alt Text nei post del Fediverso, mi sembrò di rivedere le vecchie amiche bandierine e fui felicissimo di riprendere quell'antico rapporto agrodolce.

Venni anche a sapere dell'esistenza di un bot che, grazie all'intelligenza artificiale, generava in automatico le descrizioni utili a chi, per i motivi più vari, fosse impossibilitato a vedere le immagini. Lo testai per qualche giorno, poi mi resi conto che ovviamente non poteva che generare descrizioni pedanti e completamente inutili. Meglio scrivere io descrizioni che, per quanto sommarie e sbrigative, spiegassero ciò che nelle immagini era significativo per il contesto in cui le avevo pubblicate.

In seguito, affinché non venissero aggiunte descrizioni insopportabilmente inutili come risposta alle poche immagini che pubblicavo, e per non perdere tempo a leggerne sotto alle illustrazioni pubblicate dagli altri, bloccai quel bot e mi dimenticai della sua esistenza.

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Pochi giorni fa mi sono accorto per caso che alcuni tra gli account che per fortuna non seguo sono troppo pigri per scrivere gli Alt Text ma sono ancora agganciati automaticamente a quel bot IA che descrive ogni immagine (utile o inutile) pubblichino a corredo dei loro sproloqui. Leggere quelle descrizioni automatiche è sempre inutile perché non dicono nulla riguardo a che cosa dell'immagine sia davvero significativo.

Il mio invito tossico di oggi è dunque questo: descrivete tramite Alt Text le vostre immagini, scrivete sinteticamente ciò che di quelle immagini ritenete significativo, senza affidarvi alla pedante intelligenza artificiale; e, se ancora seguite account così pigri da non scrivere di persona gli AltText ma da affidarli a un bot pedante, smettetela.

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Come sempre concludo con gli hashtag che voglio appiccicare a questo post: #riflessionitossiche, #Fediverso, #AltText e #IntelligenzaArtificiale. E cito la comunità @fediverso perché è moderata dallo stesso admin dell'istanza in cui mi trovo.

Arrivederci alla prossima Riflessione Tossica.

1 points · 10 comments · view on lemmy.world

10 Comments

elettrona@poliversity.it · 2 pts · 5d (9 replies)

@Trames @snow @fediverso La situazione è molto più complessa di così, ci sono certi che sulle vignette non le spiegano e io in qualche modo li posso capire, perché a volte, spiegare un contenuto nato visuale a uno che non può vederlo, ti da una sensazione simile a quella che provi quando devi spiegare a una persona straniera perché il carabiniere più sfortunato è quello morto al posto di blocco, e quello più fortunato è Blocco.
A volte certi contenuti si fa fatica a descriverli perché il gioco si basa sulla vista, sulle allusioni grafiche, le illusioni ottiche. Allora l'AI una mano può darla. Secondo me però, deve essere un affiancamento, non una sostituzione. Altbot comunque mi sto accorgendo anch'io che sta diventando un po' merdificato. Deterioramento sistematico.

Trames@poliversity.it · 0 pts · 5d (8 replies)

@elettrona @snow @fediverso In effetti in AltText preferisco scrivere il senso piuttosto che descrivere l'immagine. Anche perché di solito un'immagine a corredo di un post serve a completarlo con un'informazione aggiuntiva, più che essere una semplice decorazione.

elettrona@poliversity.it · 0 pts · 4d (7 replies)

@Trames @snow @fediverso Il senso delle immagini però credo che se contengono un testo, vada riportato. Se sono immagini di articoli lunghissimi, tipo trovati su un giornale? Là descriverle è una parola... ("una parola" è un modo di dire che indica "una sfida impossibile") perché di fatto, articoli e infografiche, non si possono descrivere a manella

Trames@poliversity.it · 1 pts · 4d (6 replies)

@elettrona Stai citando un caso davvero estremo, che come avrai già notato gestisco ugualmente con un riassunto dettagliato, ritenendomi unico responsabile di ciò che posto. Chi posta un'immagine deve almeno sapere che cosa ci sia al suo interno e, di conseguenza, saperne scrivere velocemente un efficace riassunto.
Comunque nel mio post non parlo di casi estremi, ma delle descrizioni pedanti e inutilmente prolisse che vengono lasciate generare per pigrizia da alcuni account (per fortuna pochi). Le ritengo immondizia.

@snow @fediverso

elettrona@poliversity.it · 1 pts · 4d (5 replies)

@Trames @snow @fediverso il problema è che al netto di altbot, questo tipo di gente è pigra a prescindere e la tecnologia la rende ancora più atrofizzata.

Trames@poliversity.it · 1 pts · 4d (4 replies)

@elettrona Ecco. Hai colto perfettamente lo spirito del mio post tossico, che concludo invitando a non seguire questo tipo di gente.

@snow @fediverso

elettrona@poliversity.it · 1 pts · 4d (3 replies)

@Trames @snow @fediverso quella gente lì, la riconosci; è la stessa che si trincera dietro al "non ho tempo" quando non ha voglia / non gliene frega niente di renderti partecipe, pensa solo a sé stessa e a condividere senza leggere. Alt falsi, sololinki, indignazione per titoli travisati...

stefano_zan@mastodon.uno · 1 pts · 4d

@elettrona @Trames @snow @fediverso
Scusate, io sono uno di quelli che si fa aiutare da IA per scrivere descrizioni di foto. Solitamente foto mie. E non per pigrizia (anzi ci impiego di più che scrivere una riga e mezza, tipo: "montagne con alberi verdi e una fontanella in primo piano".
Lo faccio perché mi sono reso conto che io, avendo fatto la foto, so cosa c'è dentro e non riesco a farmi osservatore esterno. Cosa che invece IA fa benissimo.
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