Il ritorno del nucleare in Italia entra in una nuova fase. Dopo il sì della Camera a giugno, il disegno di legge delega di Pichetto Fratin arriva al Senato entro l'estate, e i decreti attuativi sono

Il ritorno del nucleare in Italia entra in una nuova fase. Dopo il sì della Camera a giugno, il disegno di legge delega di Pichetto Fratin arriva al Senato entro l'estate, e i decreti attuativi sono attesi entro dicembre. Il governo punta sui reattori modulari da 300 megawatt, con primi impianti operativi tra il 2033 e il 2035.

https://www.futuroprossimo.it/2026/08/nucleare-in-italia-senato-al-voto-reattori-tra-2033-e-2035/

@ambiente @tecnologia

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15 Comments

NikFil@mastodon.uno · 1 pts · 5d (2 replies)

@futuroprossimo @ambiente @tecnologia ma non ci sarebbero un po' di referendum già votati a bloccare il tutto?

futuroprossimo@mastodon.uno · 1 pts · 5d

@NikFil @ambiente @tecnologia l'iniziativa del governo non si blocca per i referendum. Più che altro, occorrerà poi interpellare di nuovo gli italiani.

AnotherJoe@mastodon.uno · 1 pts · 5d

@NikFil @futuroprossimo @ambiente @tecnologia

ahimè come il referendum sull'acqua pubblica... già nel 2011 avremmo dovuto sollevare la testa

AnotherJoe@mastodon.uno · 1 pts · 5d (1 reply)

@futuroprossimo @ambiente @tecnologia
I dubbi sono parecchi e non sull'utilizzo dell'energia nucleare:

  1. i reattori modulari sono una tecnologia poco sperimentata (in termini di efficacia e sicurezza)
  2. i costi di costruzione. Nel 2023 l'azienda NuScale ha abbandonato il progetto di costruzione dopo che i costi sono aumentati da 5 a 9 miliardi di dollari. In Canada se ne sta costruendo uno, ma il costo dell'impianto è alto
  3. scorie e mafia dei siti di stoccaggio
futuroprossimo@mastodon.uno · 1 pts · 5d

@AnotherJoe @ambiente @tecnologia stessi dubbi che solleviamo anche noi nell'articolo

AnotherJoe@mastodon.uno · 1 pts · 5d

@futuroprossimo @ambiente @tecnologia
Tutto è fattibile (quasi tutto), ma devono coinvolgere esperti del settore (senza conflitti di interesse) e non prendere decisioni (usando un francesismo) alla "cazzo di cane".

oqdu@mastodon.uno · 1 pts · 5d (1 reply)

@futuroprossimo @ambiente @tecnologia Chernobyl ha segnato il dibattito per decenni, ma i dati mostrano che il nucleare, considerando anche gli incidenti, è tra le fonti più sicure e a minori emissioni. Non è l’unica soluzione, ma è una fonte programmabile che può affiancare solare ed eolico, riducendo il bisogno di accumuli, reti e centrali di riserva. Ben venga una discussione basata sui dati, non sulla paura.

oqdu@mastodon.uno · 1 pts · 5d

@futuroprossimo @ambiente @tecnologia Senza nucleare servirebbero più accumuli e infrastrutture, quindi più litio, rame, grafite, alluminio, ferro, fosforo e, secondo le batterie, nichel, manganese e cobalto. Il Deposito Nazionale serve comunque: i rifiuti radioattivi derivano anche da medicina nucleare, radioterapia, diagnostica, sterilizzazione, controlli industriali, ricerca e dallo smantellamento dei vecchi impianti.

Pierrette@mastodon.uno · 1 pts · 5d
oqdu@mastodon.uno · 1 pts · 4d (6 replies)

@futuroprossimo @ambiente @tecnologia

Invito tutti a consultare https://app.electricitymaps.com/

Mostra in tempo reale il mix elettrico e l'impronta carbonica dei vari Paesi.

La Francia emette pochissimo grazie anche al nucleare; la Germania, dopo aver chiuso le proprie centrali, resta più dipendente da carbone e gas e presenta un'intensità carbonica molto superiore.

Bisogna essere pragmatici e giudicare le tecnologie dai risultati, non dagli slogan ideologici.

L_Alberto@mastodon.uno · 1 pts · 4d (3 replies)

@oqdu @futuroprossimo @ambiente @tecnologia in Francia sono un crisi con i costi. L'energia prodotta di notte viene svenduta. Hanno problemi di raffreddamento delle centrali a causa del surriscaldamento dell'ambiente ed alcune sono state spente.
Il combustibile dovrebbe essere acquistato in gran parte dalla Russia perché l'Italia non ha l'uranio (alla faccia dell'indipendenza energetica)

oqdu@mastodon.uno · 1 pts · 3d (2 replies)

@L_Alberto @futuroprossimo @ambiente @tecnologia

Nel 2025 il MWh spot medio valeva 61€ in Francia, 89€ in Germania e 116€ in Italia.
La Francia ha esportato 92,3 TWh netti a 59€/MWh in media, quasi il prezzo interno; altro che "svendita".

L'intensità carbonica dell'elettricità consumata era 32 gCO₂e/kWh contro 285 in Italia e 335 in Germania.

I tagli per il caldo sono episodici e l'uranio può arrivare anche da Canada e Australia, non necessariamente dalla Russia.

Ad averceli questi problemi!

L_Alberto@mastodon.uno · 1 pts · 3d

@oqdu @futuroprossimo @ambiente @tecnologia ho letto un buon articolo, molto obiettivo, ma che non trovo più.
Era una analisi della situazione molto ben fatta e che riportava tutti i dati ed i riferimenti. Non sono per niente rose e viole.
La maggior parte dell'uranio è un zona Russia è stati limitrofi. In ogni caso non abbiamo l'indipendenza energetica: invece di elemosinare il gas, lo faremo con l'uranio

L_Alberto@mastodon.uno · 1 pts · 3d
futuroprossimo@mastodon.uno · 1 pts · 4d
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futuroprossimo@mastodon.uno · 1 pts · 4d

@oqdu @ambiente @tecnologia fantastico spunto! Repostiamo