🤖 Zuckerberg ha descritto l'IA come strumento di emancipazione. Sei osservatori sull'IA lo smentiscono

🤖 Zuckerberg ha descritto l'IA come strumento di emancipazione. Sei osservatori sull'IA lo smentiscono

La testata online Rest of World ha intervistato lɜ rappresentanti di 6 osservatori sull'IA, chiedendo di commentare il manifesto che l'AD di Facebook ha pubblicato il 10 agosto "Il futuro per tutti". Il manifesto parla di come l'IA sarà uno strumento di emancipazione per l'umanità intera, dipingendo tale tecnologia come un qualcosa per attenuare le diseguaglianze. L'unica cosa che la testata ha ottenuto, tuttavia, sono critiche.

Partendo dal lato economico, i benifici economici di cui parla sono "incredibilmente gonfiati": i centri di calcolo generano lavoro principalmente durante la loro costruzione, e non invece per la manutenzione - senza contare gli impatti ambientali e sulla salute.

L'IA di cui parla, la propria, è poi uno strumento centralizzato, opaco e calato dall'alto: un'IA per chiunque dovrebbe essere analizzabile (si pensi alla ricerca) e padroneggiare non solo le lingue delle maggiori potenze (le IA tendenzialmente "ragionano" in inglese), bensì anche quelle delle minoranze linguistiche o dei Paesi generalmente tagliati fuori da chi detiene il potere - come quelli del continente africano. Se è un'azienda a dettare l'agenda di dove conviene investire e dove no, quel "tutti" includerà solo le persone che l'azienda vuole includere.

A proposito di Africa, la ricercatrice etiope Abeba Birhane ricorda come Facebook sia la stessa azienda che voleva connettere le donne nelle zone rurali del continente (emancipazione), per poi invece essere finita a sfruttare lavoranti, estrapolarne profitto e generare disinformazione - riversando la colpa a chi si era ripromessa di aiutare (che non ha ricevuto benefici) quando messa alle strette.

Infine la critica geopolitica: un'IA più capillare equivale a una raccolta maggiore di dati che, come ha dimostrato la storia, vengono usati per gli interessi del governo a cui l'azienda risponde - gli Stati Uniti - aumentandone ulteriormente il potere.

https://restofworld.org/2026/mark-zuckerberg-meta-ai-for-everyone-manifesto-global-critique/

#notizia #ia

@eticadigitale@feddit.it

2 points · 2 comments · view on lemmy.world

2 Comments

elettrona@poliversity.it · 1 pts · 5d

@eticadigitale @privacypride @eticadigitale@feddit.it Emancipazione è un termine un po' grosso, secondo me.

Io non voglio essere ipocrita, nascondermi dietro un dito, perché il tema è molto più complesso rispetto a come la mette il gestore di una multinazionale per promuovere i suoi prodotti. E anche più complessa di come la può mettere il disabile visivo (tipo il mio ex) super entusiasta dei meta rayban.

Io sono disabile visiva. Sono utilizzatrice del pc dal 1989, quindi dal dos passando per windows, linux, e ora anche la cosiddetta AI: la utilizzo? Per crearmi qualcosa di occasionale e personalizzato quando mi serve. "vibe coding" che io uso come una specie di cassetta del pronto soccorso. Tanti ciechi stanno "vibecodando" e distribuendo app come se fossero diventati i nuovi ingegneri nucleari della domenica, con risultati spesso scadentissimi io invece mi creo degli script per far parlare il pc su finestre inaccessibili che, per farle adeguare, dovrei aspettare mesi di burocrazia.

Consiglio la lettura di questo pezzo in inglese - https://mosen.org/ai - scritto da uno che su ciechi e tecnologia ha mille volte più esperienza di me.

Però devo arrangiarmi con 4 motori AI per ottenere risultati decenti, di cui tre free perché se mi abbonassi a tutti, spenderei tipo 3 mila euro all'anno solo di quelli e non sarebbe sostenibile. Più tutti i problemi di riservatezza, fughe di dati, ambientali, allucinazioni varie. Anche i nuovi smart glasses usciti negli USA (Agiga Echovision) costano 500 dollari più un servizio in abbonamento per le descrizioni in tempo reale dell'ambiente. Con tutte le allucinazioni del caso (consiglio recensione di Unsightly Opinions, su youtube purtroppo).

Un'emancipazione vera, l'avremmo se e solo se la tecnologia fosse controllabile. Se l'azienda che ha fatto questa affermazione consentisse di correggere in tempo reale e fare i dovuti controlli, allora sì. Si potrebbe creare dei buoni progetti di comunità; invece così, ti affidi solo a uno che vuole avere in mano il mondo.

Diciamo che l'AI è come, non so come si chiamano esattamente... quei sistemi super costosi di domotica che tra poco ti puliscono il culo col braccio meccanico. Io sto parlando di un sistema che ho visto funzionare off line, senza wifi né alexa né amicizie varie. Il ragazzo era paralizzato dal collo in giù, ma a voce comandava tutto in casa. Luci, finestre, elettrodomestici, ed erano i primi anni 2000.

Consigliato anche il pezzo "disability dongles" sul sito di Robert Kingett, sightlessscribbles.com - spero di non aver sbagliato il dominio.

Emancipazione, per chi se la può permettere. Perché basta che tu "banalmente" abbia bisogno di pagarti l'affitto di casa, più l'assistente per accompagnarti in macchina perché vivi in una zona non collegata, e anche se hai l'assegno di accompagnamento, l'AI non te la puoi permettere più. Quindi disuguaglianze che restano sempre là.

Io credo di poterne parlare con abbastanza cognizione di causa, razionalmente, senza puntare per l'entusiasmo o lo sfavore assoluti.

PS consiglio anche DAIR Institute - Distributed Artificial Intelligence Research. Tutto materiale che trovi qua in giro nel fedi.

alsivx@feddit.it · 1 pts · 4d

Hanno già provato a prenderci per il naso con i social (e ce l'hanno fatta), l'IA (o presunta tale) è l'ennesima esca a cui non abboccare. Memori dello sbaglio passato, cerchiamo di essere più furbi noi questa volta (anche se non sono molto fiducioso).