@Imprinted@informapirata@informatica grazie, non conoscevo questa possibilità! Non sembra alla mia portata in realtà come competenze, ma magari leggendo un po' ci caoiscco qualcosa di più 😀
@informapirata@informatica ma c'è qualche alternativa possibile per chi è interessato al mondo della domotica per esempio, e non incappare in queste situazioni?
@psicologo
Questo tuo contributo aggiunge una dimensione molto importante. L’idea di ecosofia, già in generale mi sembra molto potente, se la applichiamo all'arte e al museo forse lo è altrettanto per capire quanto il museo non sia solo un luogo espositivo, ma uno spazio che potrebbe addirittura agire sulle forme di soggettività.
Se quello che il museo costruisce e espone diventa terapeutico, sarebbe in grado di permettere alle persone di ritrovare senso, immaginare possibilità e riorganizzarsi interiormente.
Mi colpisce molto anche l’idea di “societerapia”: il museo come luogo che crea legami, riconoscimento, comunità, che tra l'altro sono temi a cui tengo molto.
È una bella immagine che ribalta la prospettiva e restituisce ai musei la loro funzione più profonda.
@informapirata@informatica
È assurdo come, con l'intelligenza artificiale, ci siamo creati dei problemi del genere da soli e che adesso dobbiamo correre per capire come difenderci.
@macfranc grazie, credo di aver messo ora l'impostazione corretta! Non sapevo che da mastodon si vedesse così, non ci avevo fatto caso.
Scusa, ma se non metto il titolo cosa succede su mastodon? Io di solito lo metto perché ricordavo, in particolare se si taggano i gruppi, che fosse meglio così.
@mattreb Assolutamente sì, io stesso non sento la competizione con l'intelligenza artificiale nel mio processo artistico e creativo, però bisogna farne i conti con questa cosa, stanno nascendo e anche in un certo modo affermando, figure che producono immagini e vengono chiamate artisti e le immagini definite opere d'arte AI, quindi non c'è dubbio che non sostituirà, ma l'intenzione è chiaramente di farne parte, di questo mondo. Mi chiedevo se lasciarsi "contaminare" potesse essere una via per averne più il controllo, senza restare a guardare. Poi ovviamente il mondo cambia e vedremo come andrà!
@imieiblog Credo che la creatività umana abbia ancora qualcosa di unico che l'IA non può replicare completamente. Forse per prevenire un impoverimento e appiattimento della creatività, ci possono essere delle misure da adottare? Non saprei.
@imieiblog È interessante il fatto che l'Arte Povera nasca anche per contrapporsi all'istituzionalizzazione dell'arte e sia diventata uno dei movimenti più importanti in Italia e anche all'estero, per molti, l'arte italiana è l'arte povera. Sicuramente la spinta di Celant ha aiutato, ci abbiamo riprovato con le transavanguardie e Bonitoliva, ma non con gli stessi risultati. Forse dobbiamo ancora mettere a frutto questa eredità o lasciarcela alle spalle.
@Imieiblog Sono molto d'accordo con te, valorizzare dovrebbe essere una reale creazione di valore e di significato, è creare ragionamento attorno a un contesto. In questo modo l'arte non è solo qualcosa da guardare staticamente, ma diventa finalmente motore attivo che può essere utile a capire la realtà e il contesto sociale e culturale. La cosa che ho notato è che spesso viene confuso o usato come sinonimo di promozione e la sovrapposizione dei piani tende ad andar a invalidare l'una e l'altra.
@Imprinted @informapirata @informatica grazie, non conoscevo questa possibilità! Non sembra alla mia portata in realtà come competenze, ma magari leggendo un po' ci caoiscco qualcosa di più 😀
@informapirata @informatica ma c'è qualche alternativa possibile per chi è interessato al mondo della domotica per esempio, e non incappare in queste situazioni?
@psicologo
Questo tuo contributo aggiunge una dimensione molto importante. L’idea di ecosofia, già in generale mi sembra molto potente, se la applichiamo all'arte e al museo forse lo è altrettanto per capire quanto il museo non sia solo un luogo espositivo, ma uno spazio che potrebbe addirittura agire sulle forme di soggettività.
Se quello che il museo costruisce e espone diventa terapeutico, sarebbe in grado di permettere alle persone di ritrovare senso, immaginare possibilità e riorganizzarsi interiormente.
Mi colpisce molto anche l’idea di “societerapia”: il museo come luogo che crea legami, riconoscimento, comunità, che tra l'altro sono temi a cui tengo molto.
È una bella immagine che ribalta la prospettiva e restituisce ai musei la loro funzione più profonda.
@informapirata @informatica
È assurdo come, con l'intelligenza artificiale, ci siamo creati dei problemi del genere da soli e che adesso dobbiamo correre per capire come difenderci.
@macfranc Grazie per la spiegazione. Ora ho capito meglio (quasi) tutto!
@macfranc grazie, credo di aver messo ora l'impostazione corretta! Non sapevo che da mastodon si vedesse così, non ci avevo fatto caso.
Scusa, ma se non metto il titolo cosa succede su mastodon? Io di solito lo metto perché ricordavo, in particolare se si taggano i gruppi, che fosse meglio così.
@cipper @enzoesco Ci sono entrambi, puoi acquistare la versione con Android o quella con /e/OS.
@mattreb Assolutamente sì, io stesso non sento la competizione con l'intelligenza artificiale nel mio processo artistico e creativo, però bisogna farne i conti con questa cosa, stanno nascendo e anche in un certo modo affermando, figure che producono immagini e vengono chiamate artisti e le immagini definite opere d'arte AI, quindi non c'è dubbio che non sostituirà, ma l'intenzione è chiaramente di farne parte, di questo mondo. Mi chiedevo se lasciarsi "contaminare" potesse essere una via per averne più il controllo, senza restare a guardare. Poi ovviamente il mondo cambia e vedremo come andrà!
@imieiblog Credo che la creatività umana abbia ancora qualcosa di unico che l'IA non può replicare completamente. Forse per prevenire un impoverimento e appiattimento della creatività, ci possono essere delle misure da adottare? Non saprei.
@imieiblog È interessante il fatto che l'Arte Povera nasca anche per contrapporsi all'istituzionalizzazione dell'arte e sia diventata uno dei movimenti più importanti in Italia e anche all'estero, per molti, l'arte italiana è l'arte povera. Sicuramente la spinta di Celant ha aiutato, ci abbiamo riprovato con le transavanguardie e Bonitoliva, ma non con gli stessi risultati. Forse dobbiamo ancora mettere a frutto questa eredità o lasciarcela alle spalle.
@informapirata Viola anche qualsiasi diritto umano nella libertà di manifestazione, che fine stiamo facendo.
@Imieiblog Sono molto d'accordo con te, valorizzare dovrebbe essere una reale creazione di valore e di significato, è creare ragionamento attorno a un contesto. In questo modo l'arte non è solo qualcosa da guardare staticamente, ma diventa finalmente motore attivo che può essere utile a capire la realtà e il contesto sociale e culturale. La cosa che ho notato è che spesso viene confuso o usato come sinonimo di promozione e la sovrapposizione dei piani tende ad andar a invalidare l'una e l'altra.