Nicola Pizzamiglio

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on Musei e valore collettivo · c/cultura · 2 pts · 237d

@psicologo
Questo tuo contributo aggiunge una dimensione molto importante. L’idea di ecosofia, già in generale mi sembra molto potente, se la applichiamo all'arte e al museo forse lo è altrettanto per capire quanto il museo non sia solo un luogo espositivo, ma uno spazio che potrebbe addirittura agire sulle forme di soggettività.

Se quello che il museo costruisce e espone diventa terapeutico, sarebbe in grado di permettere alle persone di ritrovare senso, immaginare possibilità e riorganizzarsi interiormente.

Mi colpisce molto anche l’idea di “societerapia”: il museo come luogo che crea legami, riconoscimento, comunità, che tra l'altro sono temi a cui tengo molto.

È una bella immagine che ribalta la prospettiva e restituisce ai musei la loro funzione più profonda.

@mattreb Assolutamente sì, io stesso non sento la competizione con l'intelligenza artificiale nel mio processo artistico e creativo, però bisogna farne i conti con questa cosa, stanno nascendo e anche in un certo modo affermando, figure che producono immagini e vengono chiamate artisti e le immagini definite opere d'arte AI, quindi non c'è dubbio che non sostituirà, ma l'intenzione è chiaramente di farne parte, di questo mondo. Mi chiedevo se lasciarsi "contaminare" potesse essere una via per averne più il controllo, senza restare a guardare. Poi ovviamente il mondo cambia e vedremo come andrà!

@imieiblog È interessante il fatto che l'Arte Povera nasca anche per contrapporsi all'istituzionalizzazione dell'arte e sia diventata uno dei movimenti più importanti in Italia e anche all'estero, per molti, l'arte italiana è l'arte povera. Sicuramente la spinta di Celant ha aiutato, ci abbiamo riprovato con le transavanguardie e Bonitoliva, ma non con gli stessi risultati. Forse dobbiamo ancora mettere a frutto questa eredità o lasciarcela alle spalle.

@Imieiblog Sono molto d'accordo con te, valorizzare dovrebbe essere una reale creazione di valore e di significato, è creare ragionamento attorno a un contesto. In questo modo l'arte non è solo qualcosa da guardare staticamente, ma diventa finalmente motore attivo che può essere utile a capire la realtà e il contesto sociale e culturale. La cosa che ho notato è che spesso viene confuso o usato come sinonimo di promozione e la sovrapposizione dei piani tende ad andar a invalidare l'una e l'altra.