ilsimoneviaggiatore

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Non lo escluderei a priori, se solo servisse a risolvere il problema! Nella migliore delle ipotesi si attenuerebbe solo...

Ma, seriamente parlando, purtroppo chi deve usare indumenti o scarpe antinfortunistiche no può permetterselo.

Io nel mio ufficio un giorno ho addirittura osato venire con i sandali (non ho contatto col pubblico) e ho scatenato una circolare della Direzione che ha stabilito che il sandalo (ma rigorosamente solo per gli uomini), non rientra nel dress code accettabile per l'ufficio. (tieni presente che i condizionatori non funzionano).

Non ho litigato solo perché non ne ho la forza.

Questo secondo me è un punto fondamentale su cui discutere.

C'è questa bestia impazzita che chiamiamo genericamente "mondo del lavoro", che non tiene minimamente conto del cambiamento in essere.

Pur non essendo un operaio, un caro amico che soffre di obesità pronunciata mi diceva che l'azienda per cui lavora esigeva che partecipasse ad un cerimoniale davanti a Montecitorio, al sole e nei giorni in cui c'erano 40 gradi, al cospetto di alcuni politici.

Il protocollo prevedeva giacca e cravatta.

Io dico; ma è possibile che tutti facciamo finta di niente? Con il cambiamento climatico in atto, le abitudini lavorative DEVONO cambiare, non si può pretendere che le persone lavorino esattamente come prima.

E questo vale per tutto e tutti, secondo me: procedure di sicurezza, cerimoniali, politici, operai e impiegati

Ieri leggevo un'interessante post di un metereologo, che ora purtroppo non riesco a recuperare.

Il nodo del suo pensiero era: è assurdo ormai parlare di "ondate". Qualcosa che dura settimane o mesi non è un'ondata, è una temperatura media e quindi "normale".

La narrazione delle "ondate", che i media continuano a proporre, è fuorviante.

Io sono d'accordo con lui, anche l'articolo postato qui rafforza questo pensiero.

C'è una questione ulteriore di cui si parla ancora troppo poco. Il punto è secondo me che l'intelligenza artificiale sta anche rovinando il gusto e la spettative medie.

Mi spiego meglio: A forza di vedere immagini prodotte con l'intelligenza artificiale, o ascoltare musica fatta con l'intelligenza artificiale o leggere testi interi, libri magari fatti con l'intelligenza artificiale, le persone si stanno abituando a pensare che quello che possono aspettarsi è quello, e quindi che uno scrittore e un fotografo musicista devono fare di più, altrimenti fa to vale usare l'IA.

Siccome mediamente il gusto in questi campi era già basso da prima, questo eliminerà di fatto molti professionisti che verranno ritenuti inutili perché non si riesce più a capire la differenza di valore tra i lavori prodotti dagli umani e quelli scopiazzati dalle IA.

In poche parole, perché devo assumenre uno svilippatore, se c'è l'IA? Perché mi devo sbattere a imparare programmazione se tanto la fa l'IA?

Poi, l'IA lavora coi piedi ma l'uomo medio non ha la competenza ler capirlo, però è CONVINTO del contrario. È convinto che la foto dell'IA, il codice dell'Ia, ecc, vadano bene.

E così è tutto un fiorire di lavori mediocri fatti con l'IA, che stanno ridefinendo il livello (verso il basso) un po' di tutto.

Che ne pensate?